Blockchain non significa solo cryptovalute. Questo ormai dovrebbe essere chiaro!
Da informatico, l'aspetto che maggiormente mi affascina della Blockchain è la decentralizzazione.

Realizzare una DAPP (Distribuited APPlication) impone un cambio di prospettiva notevole a chi è abituato alle classiche architetture client/server.
Una DAPP è ospitata da diversi server contemporaneamente che insieme garantiscono la tenuta dell'infrastruttura. Problematiche come la gestione dei rilasci, garanzia dell'up-time, backup, scalabilità, etc. sono totalmente stravolti.
L'attore che trae più vantaggio dalla decentralizzazione però è l'utente.
Con una DAPP non si è più legati a questo o quel produttore di software. Non esistono licenze che scadono. Non esistono disservizi perchè il software è in manutenzione oppure perchè è stata introdotta una regressione. E' un approccio che va oltre la filosofia dell'open-source.

E qui entra in gioco la PA. Attualmente ogni ente (almeno quelli Italiani, in piena filosofia riuso) possiede, mantiene e utilizza il proprio software.

Facciamo un esempio : il cambio di residenza.

Attualmente, per poter cambiare residenza, ci si deve recare al nuovo comune e "rendere noto il trasferimento". Sarà poi il nuovo comune a preoccuparsi di avvisare il vecchio dell'avvenuto cambio. Ogni comune ha il proprio software su cui verrà registrato l'avvenuto cambio. Non esiste (questo in realtà non lo so :-) ) un repository centrale in cui viene indicata la storia residenziale dell'utente.

Se la gestione della residenza di una persona fosse realizzata tramite Smart Contract (DAPP, magari basata sull'infrastruttura EBSI), tutto si semplificherebbe ENORMEMENTE. Per cambiare residenza si andrebbe solo al nuovo comune, la modifica fatta da quest'ultimo sarebbe salvata sulla Blockchain e resa immediatamente valida per qualsiasi ente (centrale o non) che necessitasse dell'informazione, compreso il vecchio comune, l'inps, la polizia, etc.. Il tutto, neanche a dirlo, autorizzato ed orchestrato dall'utente stesso.

Non solo! Parlando di EBSI (quindi di infrastruttura europea) questo cambio di residenza sarebbe valido anche in caso di cambio all'interno della UE.

Non solo! Si potrebbe addirittura pensare (in un futuro - spero - non troppo lontano) ad un cambio di residenza fatto in totale (o quasi) autonomia dall'utente stesso!

Inutile aggiungere altro. In questo contesto una DAPP vince a mani basse.

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In questa chiusura di 2019, possiamo tranquillamente affermare che finalmente si parla sempre più di #blockchain, non come solo veicolo per i famosi bitcoin, ma come tecnologia abilitante per l'erogazione di determinati servizi (notarizzazione e self sovereign identity giusto per citarne alcuni). Ma se parliamo di blockchain, dobbiamo parlare anche di uno strumento essenziale per l'interazione con la blockchain: il wallet.

Ma che cos'è un wallet? Il portafoglio (giusto per tradurre brutalmente) ? Per rispondere in modo chiaro e semplice a questa domanda vi consiglio di visualizzare questo video di Marco Crotta che ci da rapidamente la risposta alla nostra domanda.

Capito cos'è il Wallet, ovvero il "contenitore" delle chiavi pubblica e privata necessarie per poter interagire con la blockchain e quindi effettuare delle transazioni, cerchiamo di analizzare come questo strumento che può cambiare il nostro modo di approcciare ai servizi.

Nel precedente articolo (La blockchain Europea si prepara ad accendere i motori), abbiamo raccontato come l'unione europea ha fatto partire il progetto #EBSI e con esso ha identificato determinati use case. A fine novembre EBSI, proseguendo nella sua linea comunicativa per l'avvio dei propri progetti, ha lanciato un video in cui si enfatizza le diverse possibili interazioni con i servizi europei, ma sopratutto viene dato risalto alla centralità del wallet per il cittadino europeo.


L'univocità del Wallet, all'interno della blockchain, dovrebbe permettere quindi di identificare direttamente le attività di un indirizzo pubblico, sia esso associato ad una persona, ad un software o ad un hardware


Capiamo quindi che il proprio Wallet non è più solo lo strumento con cui utilizzare le proprie criptovalute (bitcoin o ether o altro siano), ma uno strumento che ci permette di tracciare ed identificare univocamente le operazioni sulla blockchain.

Quanto fino ad ora detto consente di aprire a nuove soluzioni, come ad esempio poter associare ad una chiave pubblica (indirizzo del wallet) la proprietà di una licenza software, oppure rendere possibile la verifica del possesso di un determinato titolo di studio (vedi Diplomas di EBSI) o di una data certificazione e perché no verificare che l'assicurazione di un'auto non è scaduta!

Va da se che mediante il proprio wallet avremo sempre più a portata di mano l'occasione di interagire, in modalità sicura, anche in campi che fino ad oggi non ne avevano la possibilità, ma sopratutto la garanzia della univocità e immutabilità delle informazioni associate alle nostre "chiavi".

E tu ce l'hai un wallet ?

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